Un’amicizia che ci cambia

Ecco una meditazione di Michael Konrad sull’amicizia tenuta a Betania, luogo in cui Gesù ha vissuto alcune delle amicizie più significative della sua vita.

 

Betania. Siamo in un posto di amicizia. Questo è infatti il luogo dove sono vissuti gli amici forse più cari di Gesù, al di fuori della cerchia degli apostoli. Spesso Gesù passava di qui, salendo a Gerusalemme, e si fermava in questa casa, la casa di Marta, Maria e Lazzaro. In questo paese si sono visti segni enormi di amicizia nei confronti di Gesù: pensiamo a Maria che prende il vasetto di nardo e cosparge l’unguento sui piedi di Gesù, ma anche ai gesti fatti da Gesù stesso, come l’avere restituito la vita a Lazzaro.

All’origine di questi gesti c’è l’amore di Gesù: infatti tutti rimangono sorpresi e impressionati quando lo vedono piangere per Lazzaro. Si sorprendono persino le sue sorelle, Marta e Maria.

Penso che Betania sia un luogo dove si può vedere lo sviluppo di persone che non sono rimaste uguali a se stesse dall’inizio alla fine della storia.

Marta è forse la persona nella quale si vede maggiormente questo cambiamento. Il Vangelo ci racconta che un giorno Gesù arriva a Betania, probabilmente da Gerico dopo essere salito per ore nel deserto con un folto gruppo di discepoli, e desidera essere accolto in casa di questi amici. Quindi, non mi sorprende che Marta si preoccupi un po’ affinché gli ospiti siano trattati bene. Ma Gesù la rimprovera, dicendole che non è quello l’essenziale, perché ciò che a lui sta a cuore è innanzitutto l’amicizia. E forse Maria lo ha capito meglio.

Un’altra volta, dopo la morte di Lazzaro, Gesù torna e la prima a corrergli incontro è proprio Marta mentre Maria rimane seduta a casa, come dice san Giovanni. Se all’inizio la fede di Marta ci appare meno vivida, le affermazioni che fa, in questo nuovo incontro con Gesù, sono quelle di un dottore della Chiesa, le stesse affermazioni di san Pietro: Io so che Tu sei il Figlio di Dio e credo fermamente che tutto ciò che Tu ora chiederai al Padre te lo concederà. Marta non pretende il miracolo ma la sua fede c’è ed è forte.

Dopo la resurrezione di Lazzaro, Gesù si ritira in luoghi deserti: tornerà a casa dei suoi amici pochi giorni prima della Pasqua. Anche in questo terzo episodio, san Giovanni annota che Marta “stava servendo”. Lei continua a servire, ma non si lamenta più. È piena dell’amicizia di Gesù, non ricerca altro.

Questa gratitudine è operata dall’amicizia di Gesù: Non siamo stati noi ad amare Dio, ma è Dio che ha amato noi.

 

Fonte: sancarlo.org

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