Miracolo dopo il sisma

Ostie trovate intatte nel tabernacolo.
«Gesù sotto le macerie» di Arquata

Alessia Guerrieri
Era in una chiesa crollata. All’interno la pisside era riversa ma non si era aperta. E le particole nonostante i tanti mesi passati si presentano integre: nessuna muffa o alterazione.
Quasi subito la mente è volata al miracolo eucaristico di Siena del 1730. Un tabernacolo del ’500 sepolto per mesi sotto le macerie della chiesa di Santa Maria Assunta di Arquata, distrutta dal terremoto del 2016. Il dubbio ormai di aver perduto questa opera tanto cara ai parrocchiani.
Poi il ritrovamento in un magazzino dove, settimane fa, i carabinieri del nucleo Tutela beni culturali lo aveva riposto con cura sottraendolo alle intemperie.
E infine l’apertura, con all’interno la pisside che, ben chiusa, manteneva intatte quaranta ostie. Perfettamente conservate. «Si sentiva ancora il profumo, è qualcosa che ci commuove – sono le prime parole del vescovo di Ascoli Piceno, monsignor Giovanni D’Ercole – è un segno di speranza per tutti. Ci dice che anche Gesù è terremotato come tutti, ma è uscito vivo dalle macerie».

Non riesce a trattenere le lacrime neppure don Angelo Ciancotti, sacerdote della cattedrale di Ascoli Piceno, che per primo ha avuto tra le mani quel ritrovamento.
Madre di Pescara del Tronto e padre di Arquata del Tronto, dopo il sisma del Centro Italia il parroco si è impegnato per recuperare «quei pezzi della mia storia e della storia di tanti, a cui la gente è affezionata», dice. Qualche settimana fa è riuscito a riportarlo, impolverato e malmesso, nella sagrestia della chiesa principale di Ascoli. «Il problema era aprirlo – racconta – ma la mia passione per le chiavi dei tabernacoli mi ha aiutato».
In un cassetto dove custodisce la sua collezione c’era una chiave singola ed ha iniziato da quella. «Al primo colpo il tabernacolo si è aperto – prosegue emozionato – dentro la pisside era orizzontale, ma chiusa. E al suo interno il corpo di Cristo dopo più di un anno e mezzo intatto, sia nel colore che nella forma e nell’odore. Nessun batterio o muffa come capita a tutte le ostie dopo qualche settimana. E invece quelle, ad un anno e mezzo di distanza, sembravano fatte il giorno prima».
Allora si è sentito come Giovanni Paolo II che davanti al miracolo eucaristico di Siena esclamò: «Ecco la presenza». La stessa frase che adesso don Angelo continua a ripetere a chi insieme a lui ha assistito al «prodigioso e inspiegabile ritrovamento». Per chi ha fede, «e per me è un miracolo – dice – ma soprattutto un messaggio per tutti: è un segno che ci richiama alla centralità dell’Eucarestia».
E inoltre, secondo lui, è un inno alla speranza per i giovani: «Gesù ci dice io ci sono, sono in mezzo a voi. Fidatevi di me».

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su google
Google+
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su pinterest
Pinterest

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti ora alla newsletter per ricevere gli articoli via e-mail!

Ultimi tweet di Papa Francesco

Immagini che fanno bene

This error message is only visible to WordPress admins

Error: API requests are being delayed for this account. New posts will not be retrieved.

There may be an issue with the Instagram access token that you are using. Your server might also be unable to connect to Instagram at this time.

Error: No posts found.

Make sure this account has posts available on instagram.com.

Click here to troubleshoot

Error: admin-ajax.php test was not successful. Some features may not be available.

Please visit this page to troubleshoot.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su google
Google+
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su pinterest
Pinterest

Sguardo al Reale

Un progetto di Suor Lucia Brasca FMA