Libera il prodigio che è in te

«Abbiamo bisogno di dare un senso grande a ciò che facciamo e non c’è senso più grande di questo: Dio ti ha amato pazzamente»

 

Di Chiara Amirante

 

Nel Vangelo di questa domenica Cristo vuole donarci la sua gioia, la gioia del paradiso, la gioia della Trinità, la gioia della beatitudine. Vuole donarci una goccia di paradiso oggi, ora, subito; una goccia di gioia indicibile e gloriosa che nasce se diventi uno con gli altri.

Per essere unito al tuo fratello devi accogliere la debolezza della vulnerabilità, devi rischiare che ti trafigga il cuore con il suo no, devi rischiare che ti trafigga il cuore con il suo non saper accogliere l’amore. 

Devi accettare di essere vulnerabile. Ma è quando sei debole che sei forte. La potenza di Dio si manifesta sulla debolezza.

Oggi il Signore ti dice che, se avrai il coraggio di abbracciare le tue debolezze, le tue povertà, le debolezze e le povertà del tuo fratello, se avrai il coraggio di scegliere la via che ha scelto lui, che è il Signore della gloria, che si è reso vulnerabile, piccolo, mendicante d’amore, allora e solo allora sperimenterai che la tua fragilità viene rivestita della sua potenza, allora sarai beato. Allora sperimenterai che è bello morire con Cristo, perché con lui risorgiamo. Ed è bello essere purificati nel crogiolo, perché quell’angelo purissimo risplenda della sua bellezza.

Alzati! Risplendi della sua luce! Alzati, non restare lì ripiegato sui tuoi rimpianti, sui tuoi fallimenti, sul macello che hai combinato.

C’è qualcosa di grande nel tuo cuore, alzati, libera quest’angelo; distruggi questo vitello d’oro che l’ha imprigionato. Non ti accontentare di una vita miserabile, di una vita poverella, di una vita di routine. 

Il Signore vuole che tu risplenda, che ti alzi. Vuole che ti lanci in volo verso le alte vette, vuole che il prodigio che è in te risplenda.

Abbiamo bisogno di dare un senso grande a ciò che facciamo e non c’è senso più grande di questo: Dio ti ha amato pazzamente. Proprio te! Dio crede in te! Laddove non ci credi più tu, lui ci crede.

Vogliamo dunque essere un grazie di amore al suo amore per vivere in pienezza la gioia della beatitudine già su questa terra?

Fonte: Credere

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