L’amore visto dai bambini

di Claire de Campeau
«Che cos’è l’amore?». Aleteia ha posto la domanda a un centinaio di bambini dai 2 ai 12 anni. 
Ecco le loro risposte, piene di tenerezza, di humour, di poesia e pure di fede, di riflessione e di una certa lucidità. 
Basta consultare un qualsivoglia dizionario – dal Garzanti al Devoto-Oli – per constatare quanto sia arduo definire la parola “amore”. I bambini, col loro sguardo acqua e sapone, ci sono sembrati ben attrezzati per elaborare una definizione personale dell’amore la quale, se in sé non è esaustiva, è comunque ispirata dalla loro giovane esperienza della vita. Abbiamo così potuto, grazie alle loro risposte, disegnare questa graziosa definizione dell’amore. 
Amore. n.m. 
L’amore è complicato da definire… però è comunque utile, prezioso. È grande, l’amore. Permette di creare una famiglia, dei bambini, dei bei momenti tra amici. O anche solo di essere apprezzati. L’amore è tenerezza, è pure cuori, baci, gioia, risate. Non c’è amore senza prove d’amore. 
Si tratta di essere gentili, di non dire male, di essere presenti e fedeli. L’amore è l’altro, è nella mia relazione con l’altro. L’amore è Dio, è in Dio. L’amore è in me, in loro, in Dio. L’amore è dappertutto. 
L’amore alle volte è complicato… 
Se l’amore ci sembra piacevole da provare, può essere complicato spiegarlo, descriverlo. Alcuni bambini trovano difficile il compito… Alix ci risponde che l’amore «non è niente», Clotilde «non lo sa», Amicie, da parte sua, trova la questione «complicata… ci penso stanotte e te lo dico. Sennò stasera lo chiediamo a papà». 
Per Arnaud, l’amore è «il calcio»… e allora attenzione ai cartellini rossi! Le piccole Colombe e Albane vedono rispettivamente nell’amore «un dolce» e «un bicchiere». Stressando abilmente la metafora potremmo ritrovarvi il pane e il vino… E le loro risposte non hanno finito di sorprenderci. 
È il caso di Yrieix, due anni e mezzo, che afferma con aplomb: «L’amore è l’elefante». Al “perché?” di sua madre, la bimba risponde: «Perché non è il rinoceronte». 
Bella evidenza dell’amore, un sentimento così potente, così limpido che non si spiega: conosciuto da tutti ma indefinibile al contempo, onnipresente ma impalpabile, per molti fra noi la ricerca di tutta la vita. E se l’elefante fosse lì, vicino vicino, non così lontano da noi ma nascosto dai rinoceronti? 
Dopo tutto, come spiega bene Charles, dall’alto dei suoi dieci anni, «alle volte l’amore rileva del miracolo». 
L’amore, utile assai 
Secondo i nostri specialisti in calzoni corti, l’amore – buona notizia – si rivelerebbe essere cosa molto utile nella vita quotidiana. Dall’alto dei suoi quattro anni Mathilde sembra averne già ricevuto tanto, perché ci spiega che l’amore «serve a crescere bene». Victoire, tre anni, concilia: si tratta di «essere felici», e Marguerite, due anni, conclude: «È troppo bello». Titouan, quattro anni e mezzo, completa l’opera di persuasione: «Ci si sceglie per vivere insieme tante cose». 
Colombe ha una bella espressione per esprimere il carico esagerato di amore che può investirci, anche quando non si ha più di otto anni: «L’amore è quando si ha il cuore che strabocca di felicità». Côme, undici anni, ha già scoperto che l’amore «serve a vivere con dei sentimenti», e che «senza l’amore non si potrebbe vivere». 
L’amore, bisogno incondizionato dell’uomo, lo spiegano i bambini, con semplicità. Per James non c’è alcun dubbio, l’amore si compara a «una medicina». Una bella maniera di esprimere la dolcezza, la potenza e i benefici dell’amore nel bel mezzo delle nostre vite di peccatori. 
L’amore degli altri 
Per molti altri, l’amore sono gli altri. «È quando si ama… non sé stessi ma qualcun altro», sostiene Ombeline, otto anni. Per Thibault «è avere qualcuno nel cuore», e per Inès, otto anni, significa amare qualcuno, trovarlo bello e averlo in fondo al proprio cuore». 
Sixte insiste sull’amore universale: «È amare gli altri senza rigettare alcuno». L’amore famigliare è il primo e principale modello per la maggioranza dei bambini: «È papà… quando dice “Thibault, amore mio!”», aggiunge questo guardando con aria divertita la madre, di cui gentilmente si burla. 
Se per molti – come Thaïs, sei anni – sono «mamma e papà» a rappresentare il primo modello dell’amore, per il piccolo Lodoïs, tre anni, l’amore include tutti i membri della famiglia: «Sono io, la Mamma, il bambino nella pancia, Joséphine e Papà». 
La bambina di Angélique ha ben compreso che l’amore non è riservato al circolo della famiglia e indovina nell’amore un serbatoio immenso: «È grande… molto molto grande… perché io amo mio padre, mia madre, mia sorella, mio fratello, tutta la mia famiglia… veramente tutta la mia famiglia, i miei compagni, le mie compagne e la mia maestra». «Sono le persone che uno vuole vedere di continuo», «è avere dei figli, una moglie, della compagnia», riassumono Gemma, quattro anni e mezzo, e Guillaume, sette anni. 
L’amore coniugale – e in particolare il matrimonio – costituisce un esempio molto potente di amore, per il bambino. «L’amore vuol dire sposarsi», ci risponde Tiphaine, quattro anni. Gabriel, cinque anni e mezzo, si unisce a lei: «È quando qualcuno sposa qualcuna e sta con lei per sempre». Jeanne, sette anni, sintetizza così quel che ha capito delle tappe dell’amore: «È quando due persone si amano forte forte. Vedi che dentro “innamorato” c’è “amore”. 
Quando un papà e una mamma si incontrano, si amano fortissimo e si sposano e poi… siamo anche tu e io. Tutta la nostra famiglia». 
L’amore coniugale deriva molto semplicemente dall’amore fra due persone: «Quando ci si conosce e quando ci si vuole bene, di colpo, quello è il matrimonio», riflettono Victoire e Léopold. L’amore parentale conquista Isabelle, otto anni, per la quale l’amore si evidenzia quando «alla nascita di un bambino… beh, una mamma lo ama con tutto il cuore». 
L’amore degli altri non si ferma dopo la morte, sottolinea dolcemente Charlotte, nove anni: «L’amore è la nostra famiglia: noi sei, la famiglia di papà, la famiglia di mamma, quelli della nostra famiglia che sono già morti, Maria, Gesù, Dio e gli angeli». 
L’amore, attenzione, non si riduce all’amore degli altri: comincia dall’amore di sé stessi, e tutti i piccolini di due anni interrogati hanno insistito parecchio in tal senso. Per loro l’amore è “io!”. Più difficile ancora ma sostenuto da Romane, otto anni, significa «essere gentile con gli altri anche se si tratta di persone cattive… e perdonare». 
L’amore per l’altro… senza eccezioni, senza condizioni. 
L’amore tenero 
La tenerezza e i gesti di affetto carnale non sono dimenticati dai bambini di tutte le età. Per Caroline, «è quando ci si dà i baci», «quando vi faccio tante coccole», illustra Dauphine ai suoi genitori. «L’amore è fare gesti di affetto, essere gentili e comprendersi», aggiunge la figlia di Marie-Astrid. «Come una scatola di baci», conclude la piccola Briséis. 
Philomène riassume la forza dell’amore carnale in queste parole: «È… è… l’amore è qualcosa che… che fa i bambini… che li ama…» 
A Justine la conclusione: «È quando si danno i bambini e tutto il resto». 
L’amore si vive, si mostra, si dona 
Se l’amore si esprime e si offre tramite i baci, i bambini non sono sciocchi e sanno che si sta in mille altri modi nella quotidianità, perché la tenerezza carnale non è il solo veicolo dell’amore. L’amore è dare senza tenere in conto. «Si dà tutto l’amore che si ha nel cuore alla gente, e così sono tutti contenti», ci assicura Solanges, di quattro anni. Per Aymeric e per la piccola Betshabée, due anni e mezzo, «è quando ci si fa dei regali»; per Auxence, cinque anni, «quando ci si fa le sorprese». Floscel insiste: «Fare piacere agli altri, fare loro delle sorprese, l’amore è dare tutto e avere la volontà». Foucauld conferma che si tratta di «abbandonarsi alla volontà dell’altro». Léon, sei anni, si spinge ancora più in là e ci dice che «l’amore è quando qualcuno muore per noi». Bell’immagine del dono più assoluto che ci sia, offerto per tutta l’umanità da Cristo in croce. 
L’amore è anche tempo condiviso insieme. Se per Alix «è il tempo con la mamma», per Paul si tratta di «fare cose con gli amici». «Per esempio siete tu e papà quando scherzate», spiega Laure-Thuriane. L’amore è presente nella gentilezza, nell’attenzione che si ha per l’altro. «È quando si è gentili», secondo Ombeline, quattro anni. «È fare sempre quello che dice mamma», continua Gabriel, sei anni. «Non gridare», conferma Jeanne, 3 anni. 
Per Yrieix, cinque anni, l’amore è sintomo di «fiducia».
 
L’amore è divino 
Ambroise, cinque anni, percepisce in Dio il modello più perfetto dell’amore: «L’amore è quando si è molto gentili. Quando mi dici che mi ami vuol dire che sei gentilissimo con me. Come Gesù, che è il più gentile. E l’amore è quando si risuscita in Cielo». 
Philippine, cinque anni, esclama molto spontaneamente che «l’amore… è Dio». Arthur, dieci anni, definisce più precisamente l’amore come «un sentimento intimo che viene dritto dal Padre». Cyriaque, più giovane, sente l’amore in «Gesù che viene nell’Ostia e anche quando a messa si canta». E per Faustine è «il cuore di Gesù». Alais, sei anni, attribuisce l’amore a Dio ma anche alla comunione universale: «L’amore è Dio ed è quando preghiamo per tutti». 
L’amore – in tutte le complessità e nelle sue diverse manifestazioni – non sembra essere sfuggito ai più giovani tra noi, e possiamo constatare con la lettura di queste parole infantili che non ha bisogno di maturità per essere considerato, compreso, percepito nella sua profondità più assoluta. I bambini percepiscono l’amore con tutta la loro innocenza, ma anche con la loro lucidità, e forse questa rilettura dell’amore ci aiuterà a ritrovare la percezione pura e limpida che noi stessi ne avevamo, prima di entrare nella tormentata età adulta. 

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

Fonte: Aleteia

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